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MINDFULNESS E PSICOTERAPIA
L'integrazione tra meditazione e psicoterapia e' vista sempre piu' come possibilita' di arricchimento reciproco. La psicoterapia puo' contribuire al miglioramento della qualita' dell'atteggiamento e della motivazione nei confronti della meditazione e della ricerca spirituale, che possono essere liberati da vincoli legati a patologia, spinte egoiche acquisitive o di evitamento del dolore. La meditazione, favorendo lo sviluppo della capacita' di rimanere con emozioni e stati mentali negativi, permette un esame piu' attento e approfondito della mente. Procedendo con la pratica si viene a creare uno spazio di liberta' e osservazione intorno a pensieri, emozioni, produzioni mentali, tale da favorire il lavoro della psicoterapia all'interno di un processo di sviluppo personale e autorealizzazione.
John Kabat-Zinn, fondatore e direttore della Clinica per la riduzione dello stress dell'Universita' del Massachusetts, utilizza dal 1979 programmi di MBSR (Mindfulness based stress reduction) in ambito clinico (problemi stress-correlati, disturbo da ansia generalizzata, disturbo di panico, varie patologie somatiche, dolore cronico, psiconcologia,). La MBSR viene utilizzata anche in ambito sportivo, nelle carceri, in eta' evolutiva.
Zindel Segal (Universita' di Toronto), Mark Williams(Universita' di Oxford) e John Teasdale (Universita' di Cambridge) hanno strutturato il protocollo terapeutico della MBCT (mindfulness based cognitive therapy) per la prevenzione delle ricadute della depressione, per le quali riveste notevole importanza la qualita' ripetitiva e automatica del pensiero rimuginativo. Sulla base della MBSR e della MBCT si e' costituita l'Associzione Italiana Mindfulness (AIM), che ha come referenteFabio Giommi (Universita' di Nijmegen).
Marsha Linehan, terapeuta a indirizzo cognitivo-comportamentale, attribuisce un ruolo centrale alla mindfulness (core mindfulness skills) nel suo programma di DBT ( dialectical behavioural therapy) rivolto al disturbo borderline di personalita'.
Jeffrey Schwartz, neuropsichiatra presso il Westwood Institute for Anxiety Disorders, UCLA), dal 1988 attribuisce alla mindfulness un ruolo centrale all'interno del suo programma Four steps per il disturbo ossessivo-compulsivo, utilizzando la consapevolezza intenzionale e l'autoregolazione dell'attenzione per favorire un rapporto diverso con il pensiero ossessivo.
Il Dipartimento di Salute Mentale della ASUR Marche Zona Territoriale 1 di Pesaro, nell'ambito del Servizio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), ha istituito dal Gennaio del 2004 un'attivita' di Mindfulness, rivolta a persone con disturbi del comportamento alimentare.
MEDITAZIONE E NEUROSCIENZE
Mind and Life Institute e' un progetto di ricerca condotto presso l’Universita' del Wisconsin e il laboratorio LENA dell'Ospedale La Salpe'triere di Parigi per studiare gli effetti della meditazione sulle funzioni cognitive e affettive e sui meccanismi cerebrali sottostanti. Coinvolge praticanti di meditazione buddhista e studiosi tra i quali Richard Davidson e Antoine Lutzdell'Universita' del Wisconsin, Francisco Varela (deceduto, neurobiologo ed epistemologo, LENA Parigi) Paul Ekman(Universita' di California, ricercatore nell'ambito delle emozioni e delle espressioni facciali) Daniel Goleman.
Vengono studiate in particolare l'attenzione focalizzata (samatha), l'attenzione aperta (rigpa), la visualizzazione, la generazione di compassione e stati affettivi a tonalita' positiva (effetti sulla corteccia prefrontale sx). Si utilizzano EEG ad alta densita', imaging funzionale con fRMI, magnetoencefalografia (MEG).
In Italia  e' presente il Mindfulness Project, con sede a Pomaia, che tende all'integrazione delle conoscenze derivanti dalle tradizioni meditative, dalle neuroscienze e dalla psicoterapia.
EFFETTI DELLA MEDITAZIONE
Notevole aumento dell'attivita' della corteccia prefrontale sinistra, correlata a emozioni positive (felicita', entusiasmo, gioia, energia, consapevolezza).
Coinvolgimento della zona ventromediale della corteccia prefrontale, coinvolta nella regolazione delle emozioni attraverso la modulazione dell'attivita' dell'amigdala.
Aumento della sensibilita' nelle prime fasi dell'emozione con deautomatizzazione delle risposte di avvicinamento-allontanamento.
Consapevolezza piu' profonda degli stati corporei, che determina una crescente capacita' di comprensione e regolazione degli stati emozionali.
All'EEG aumento dell'ampiezza e della regolarita' delle onde ALFA (9-13 Hz), comparsa di onde THETA (4-8 Hz, modalita' con cui lavora l'ippocampo per la memoria) e GAMMA (30-100 Hz, implicate nell'attenzione e nella coscienza).
Aumento della flessibilita' di risposta agli eventi, con incremento dell'elasticita' del sistema e maggiore capacita' di adattamento ai cambiamenti esterni.
Migliore integrazione dell'attivita' dei due emisferi cerebrali, con risposte piu' creative.
Un rilassamento profondo che non ottunde l'attenzione, anzi la potenzia.
Una migliore funzionalita' dei circuiti neuroendocrini, con regolazione della produzione di cortisolo, aumento del Dhea, del testosterone e della serotonina, riduzione della noradrenalina e aumento notturno della melatonina.
Una forte riduzione della frequenza del respiro, del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa.
Diminuzione significativa del consumo di ossigeno-
Progressiva disidentificazione dai contenuti del campo di coscienza con passaggio dal pensiero come contenuti al pensiero come processo.
Aumento delle capacita' metacognitive con apertura di uno spazio che permette di vedere qualcosa che i meccanismi cognitivi tenevano nascosta, un entrare nel dubbio anzi che cercare di sfuggirlo aggrappandosi alle proprie assunzioni e certezze.
Applicando stabilmente la mente su di se', orientandosi sempre piu' verso il sorgere dei pensieri, si vede sempre meglio lo stato di costante reattivita' della mente, sempre impegnata a scegliere cio' che vuole e rifiutare cio' che non vuole, e si fa sempre piu' strada un'APERTURA NON INTERFERENTE sia verso l'interno che verso l'esterno.
Il Se' teso, fondato su cio' che piace e cio' che non piace, puo' rilassarsi e lasciare posto a una identita' meno autocosciente e identificata, meno bisognosa di proteggersi e di divenire altro da quello che e', in grado di abbandonarsi in modo equanime al flusso dell'esperienza presente.

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