«   Maggio 2012   »
lumamegivesado
 1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
   

Mostra elenco completo
 
 

Il potere del Linguaggio

Stampa E-mail
Un individuo quando apprende un linguaggio diventa depositario della tradizione e cultura e vittima dei limiti che la cultura ha creato. (A. Huxley)

Il linguaggio funge da sistema di rappresentazione delle nostre esperienze, esse sono molto ricche e complesse, quindi il linguaggio per adempiere in modo adeguato alla sua funzione deve procurarsi una ricca e complessa serie di espressioni (R.Bandler - J.Grinder)

Ciò che sogniamo, ciò che proviamo, ciò che siamo realmente si manifesta attraverso la parola. La parola è il potere di comunicare, di pensare e quindi di creare  gli eventi della nostra vita…… La parola è il potere con cui create.  (Don Miguel Ruiz)

Se vi dicessimo che apprendere le infinite potenzialità che offre il linguaggio può migliorare il rapporto con se stessi e gli altri, aiutare ad ampliare le proprie scelte in occasioni normalmente problematiche, sviluppare la capacità di creare e raggiungere obiettivi, migliorare la propria autostima e la relazione con il vissuto quotidiano e ovviamente contribuire a potenziare le proprie performances di comunicazione nell’ambito lavorativo, dello studio e privato; probabilmente molte persone si chiederebbero se stiamo fantasticando o semplicemente prendendoci gioco della povera gente.  

Ovviamente ognuno di noi ha imparato a parlare in tenera età, poi è andato a scuola ed ha affinato le proprie capacità linguistiche apprendendo la grammatica, la sintassi, la logica, ha arricchito di parole il proprio personale vocabolario fino ad arrivare a parlare e pensare in modo quasi automatico nella grande maggioranza delle relazioni quotidiane, quindi si potrebbe chiedere: ma cosa altro c’e’ da imparare sul linguaggio?

Avete mai considerato che ogni giorno produciamo un’ enorme quantità di parole, frasi, periodi con un senso più o meno compiuto e che se non si trasformano propriamente in discorsi rimango discorsi che continuamente facciamo con noi stessi?

Avete mai sentito di persone che a causa dei loro pensieri negativi si deprimono, si infuriano o addirittura vivono panico?  
E cosa sono questi pensieri negativi se non immagini, sensazioni e parole quali : non ce la posso fare, non valgo nulla, tutti mi feriscono, è troppo difficile, adesso comincio a stare male, perché non mi capiscono, la vita è sofferenza, non sono all’altezza, tutti mi guardano, le persone giudicano, non posso, devo fare, essere e comportarmi in una certa maniera per essere accettato.

Come prima dicevamo, di certo la sintassi, la grammatica e la semantica le conosciamo, ma non conosciamo il segreto che si cela dietro ogni frase, dietro ogni singola parola il linguaggio influenza la percezione della realtà, e viceversa la percezione della realtà influenza il linguaggio.

E’ importante considerare che la percezione di ciò che viviamo come realtà determina come affrontiamo e accettiamo le esperienze, le altre persone, il lavoro, le relazioni affettive e noi stessi, quindi determina in modo forte ed inequivocabile la qualità della nostra vita.

Quindi una frase ripetuta anche inconsciamente dentro di noi può produrre un cocktail di chiusura, frustrazione, sofferenza e limitazione. Spesso noi conosciamo la struttura superficiale di un pensiero ma è la struttura profonda, che rimane sconosciuta alla coscienza, a creare l’esito nella nostra percezione e successivamente della vita.
Basti pensare a quando dobbiamo superare una prova o un esame e mentre studiamo o ci prepariamo una parte di noi comincia a suggerirci all’orecchio, tanto non ce la fai, è troppo difficilenon capisci niente……………  e di colpo cambiano le nostre emozioni, ciò che ci sembrava fattibile diviene difficile, piccole difficoltà diventano vette insormontabili, ci sentiamo confusi, cambia il respiro che sembra quasi bloccarsi, le mani sudano, vediamo tutto nero. C’è chi percepisce contrazioni allo stomaco, chi invece sente la pancia muoversi . La vita pare una tortuosa scala irta di ostacoli.

Oggi va di moda il pensare positivo che un’ottima modalità per guarire la propria vita, ma capire la struttura profonda del linguaggio e come essa crea delle realtà vive dentro di noi vuole dire capire come pensare: che corrisponde a divenire consapevoli di come facciamo a creare una struttura di pensiero che inibisce o diversamente potenzia il nostro essere.

Per usare una metafora alle volte il solo pensare positivo può risultare come il dover fare la guerra per fare la pace.  Certamente alle volte risulta l’unica via d’uscita ma se invece imparassimo a capire come le persone generano un conflitto che può sfociare in una guerra, e se potessimo intervenire sul come demolire quella creazione interna di ogni singolo individuo che sviluppa odio e violenza,  avremmo appena compiuto un piccolo miracolo, avremmo imparato ad agire sul processo e non sul contenuto, avremmo imparato ad intervenire sulla struttura profonda e non su quella superficiale.

Potete ora rendervi conto che capire il come (processo) rispetto al cosa (contenuto) è paragonabile ad un salto quantico. Mi spiego meglio, se dopo un periodo molto triste un amico vi consigliasse di essere allegro per  godervi di più la vita vi avrebbe detto cosa fare e voi vi ritrovereste al punto di partenza in quanto non riuscireste ad uscire dal vostro stato emotivo, perché indubbiamente anche voi avreste potuto arrivare alla conclusione che per stare meglio in quella condizione è quasi un passo scontato il pensare di dover essere più allegro, ma un conto è pensare: Bene ora proverò ad essere più felice e poi sprofondare nuovamente nei propri automatismi di pensiero, un altro è saper come riuscire ad essere gioviale e come interrompere il flusso devastante di sensazioni, convinzioni, pensieri ed emozioni.

Se quindi il vostro amico vi spiegasse dettagliatamente come essere allegro, cioè come  usare il vostro corpo, come interrompere la sequenza di pensieri che vi limitano, come modificare la struttura di un singolo pensiero o di una singola convinzione partendo proprio da come sono linguisticamente costruiti, voi avreste concretamente le istruzioni dettagliate sul  come agire per stare meglio e per superare i vostri limiti.

Se ci concentrassimo sul solo uso del pensiero positivo, spesso potrebbe risultare molto difficile riuscire a credere di essere forti, o speciali quando profondamente ci si continua a ripetere di non valere nulla.

Studiare e apprendere il come (cioè il processo) è materia della PNL (programmazione neurolinguistica) un modello psicoterapeutico messo a punto negli anni ‘70 dai dr. R. Bandler e J. Grinder. Essi al posto di cercare una teoria per spiegare perché le persone hanno questo o quel problema si posero una domanda diversa e al contempo geniale: come fanno le persone a stare bene e a raggiungere i propri obiettivi?

Uno dei primi loro lavori fu proprio sul linguaggio. Prendendo spunto dai precedenti  studi dei linguisti trasformazionali, elaborarono un modello del linguaggio, e poiché il linguaggio è a sua volta un modello della realtà,  questa nuova tecnica prese il nome di metamodello linguistico (letteralmente il modello di un modello).

Il Metamodello linguistico si rivelò strumento straordinario nella cura di vari pazienti  con diverse tipologie di disturbi, ed essenzialmente si rivelò uno strumento fondamentale per aiutare le persone a superare i propri limiti, ad andare oltre ciò che da sempre li bloccava, per costruire una vita ed una percezione di se più ricca e completa.  Attraverso le domande del Metamodello è possibile risalire da una struttura superficiale ad una struttura profonda, quindi avviene un miracolo interno, l’esperienza dell’individuo che prima era limitata e senza possibilità di scelte si arricchisce, scompaiono i precedenti limiti e la persona si trova ad avere opzioni e possibilità insperate, si allargano i propri orizzonti interni donando all’individuo serenità, dinamismo e libertà.

Il Metamodello linguistico rivelava quindi una parte del segreto del potere del linguaggio ma rimanevano altre strade da scoprire...
Un successivo studio linguistico di Bandler e Grinder si focalizzò su come il linguaggio genera suggestione, emozione, realtà interne e vissuti vari. Per fare questo si rivolsero ad un eminente personaggio dell’epoca Milton Erickson, egli curando con successo più di 5000 pazienti aveva riportato nel mondo delle scienze umanistiche l’ipnosi, riabilitandola e trasformandola in uno strumento infallibile di cura di varie problematiche mentali, dalle più superficiali alle più profonde. Erickson abbandonò le modalità dei vecchi ipnotismi e incentrò tutta la propria tecnica di induzione su un uso specifico del linguaggio, detto abilmente vago.

Il modello estratto dallo studio delle forme linguistiche usate da M. Erickson nelle sue induzioni ipnotiche prese simpaticamente il nome di Milton Model, esso si rivelò subito uno strumento eccezionale per la comunicazione profonda tra esseri umani, per stimolare nelle persone risorse potenzianti ed input verso la crescita, per ristrutturare pensieri, convinzioni  e condizionamenti limitanti per l’individuo.

Chiaramente dai discorsi fatti fin qui avrete probabilmente compreso che una delle maggiori abilità nell’esperienza e nelle relazioni umane, che possono andare da quelle lavorative a quelle affettive, è proprio l’uso sapiente e consapevole di un linguaggio che potremmo definire  funzionale.

Ad esempio, mentre state silenziosamente leggendo queste parole probabilmente potrete anche notare un insorgente bisogno, nella parte terminale della vostra lingua, di deglutire. Mentre rilevate il vostro desiderio di deglutire ed il relativo movimento che ne consegue, potrete anche domandarvi come mai sappiamo di questo vostro desiderio.

Avete già deglutito? Questa domanda è già presente nella vostra mente?

Sorridete in silenzio, mentre che riconoscete che ciò è vero. Avete già sorriso?  Poichè nulla è quello che sembra ma è sempre quello che è, forse ogni istante di più, vi state rendendo conto di come può essere importante in questo particolare momento della vostra vita apprendere abilità nuove che vi permettano di comprendere quello che è, di essere finalmente quello che desiderate diversamente da come vi sembrava di dover essere.

Tutto quello che abbiamo appena fatto nelle ultime righe è stato creare delle piccole suggestioni concatenandole una all’altra, capirete benissimo che il desiderio di deglutire non è realmente collegato al fatto che noi possiamo sapere cosa voi provate, e come tutto ciò non è per nulla collegato al vostro desiderio di crescere e migliorarvi. Tutte le affermazioni non sono consequenziali, l’unica vera relazione è quella che abbiamo suggerito noi,  infatti,  se avete notato quando stavate leggendo qualche minuto fa’,  esse potevano sembrare logiche, scorrevoli e veritiere.

Ed ecco quindi svelato da R.Bandler e J.Grinder il secondo segreto del potere del linguaggio che si esprime attraverso la pratica , la comprensione e l’uso del Milton Model.

Ma i teorici della PNL non si fermarono qui,  negli anni ‘80 A.Robbins elaborò un’ ulteriore tecnica basata sulle modalità linguistiche atta a trasformare la percezione interna, l’emozione e le sensazioni relative ad una svariata serie di situazioni quotidiane: il vocabolario Trasformazionale.

Col vocabolario Trasformazionale si completa l’opera di ristrutturazione dell’esperienza interna avviata da Bandler e Grinder.  Come ogni strumento precedentemente descritto agisce sul come è costruito il nostro pensiero e le nostre convinzioni e agisce sulla trasformazione dei vissuti interni partendo proprio dall’attribuzione emotiva differente che noi diamo normalmente alle parole che compongono il nostro lessico.

E’ la tecnica che più si avvicina almeno concettualmente al pensiero positivo ma come già spiegato mantiene le caratteristiche di intervento curativo o generativo agendo sul processo ( come) rispetto che sulcontenuto ( cosa).   

A. Robbins ebbe un incredibile impatto sul pubblico con questa ed altre tecniche che lo portarono a fondare l’Università del successo e a divenire uno dei trainer più famosi e popolari al mondo, grazie a lui fu svelato il terzo elemento del potere del linguaggio ed ora attraverso degli specifici training è possibile imparare, padroneggiare ed utilizzare quotidianamente queste tecniche, è possibile creare dentro di noi le condizioni necessarie per vivere una vita ricca, piena, luminosa e armoniosa, è possibile grazie a questo costruire il proprio benessere sganciandolo dalle condizioni esterne a noi e portandolo ad essere una prerogativa che si può scegliere, gestire, programmare ed agire.

L’associazione di promozione sociale Evolvere si occupa quotidianamente di aiutare le persone a costruire il proprio benessere e a porre in essere le basi della felicità dell’individuo attraverso la Formazione, il Counseling, la Crescita Personale e  il Coaching.

Oltre ad avere trainer della PNL certificati direttamente da R.Bandler , l’associazione vanta il merito di usare, insegnare e sviluppare un approccio intergrato, ciò è un approccio che unisce varie teorie, metodi e modelli psicoterapeutici in un sistema unico e omogeneo che può dare la massima funzionalità, una straordinaria elasticità di intervento ed una provata e profonda efficacia, il tutto cercando di rispettare delle tempistiche umane ed adatte al ritmo della nostra civiltà.

“Il potere del linguaggio è uno dei seminari più seguiti ed apprezzati poiché i partecipanti portano immediatamente nelle loro vite dei risultati pratici e concreti. Una volta tornati alla quotidianità le tecniche apprese diventano un modo di essere , di vivere e comunicare. Questi metodi hanno aiutato centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, dando loro la possibilità di uscire dal tunnel del malessere e ricostruire la propria esistenza orientandola al benessere.  Scoprire i segreti del potere del linguaggio  ha portato le persone a ristrutturare con efficacia le proprie convinzioni e i propri  condizionamenti.  La percezione della realtà e della propria vita a questo punto diviene una meravigliosa opportunità di crescita ed un meraviglioso gioco.