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Giornata del "Bambino Libero" |
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Carlo Bricola
Alle 10 del mattino dell’8 novembre sono arrivato in quel di Busto Arsizio con la convinzione che avrei partecipato ad un lavoro molto utile sulla stimolazione del bambino libero ma col rammarico di essere in condizioni fisiche pessime: febbriciattola e fastidiosi problemi intestinali post viaggio in Egitto. Considerato che non amo stare in mezzo agli altri quando sono in condizioni fisiche non buone ero un po’ preoccupato.
Ma una volta iniziata la giornata mi sono permesso comunque di vivermi i vari esercizi con un po’ di corse al bagno e qualche giramento di testa.
E la mia fedele vocina interna giudicante era sempre più sottile o addirittura azzittita.
Ho scoperto che mi piace disegnare.. Mi sono stupito nel vedere la bellezza dei tre animaletti che ho scelto di colorare e ho deciso di collegare uno di questi, una lucertola (non sapevo mi piacessero i rettili) alla capacità di “far parte”, per me uno dei permessi che mi ha sempre creato parecchie tensioni e che quasi mai mi sono consentito di vivere pienamente.
Alla conclusione della giornata, al momento dei saluti ero un po’ stordito ma mi sentivo particolarmente unito con i miei compagni di corso/gioco.
E alla proposta di un aperitivo insieme non ho potuto sottrarmi.
Una volta entrato nel locale è successo qualcosa per me di veramente forte. E’ bastata un po’ di musica per scatenare in tutti un’energia incredibile e una voglia di muoversi e di divertirsi, senza giudizio senza preoccuparsi di nulla. Ed era una domenica sera quando di solito si pensa all’inizio della settimana lavorativa... La mia stanchezza , il mio malessere è andato via completamente e avrei potuto andare avanti tutta la notte. Devo confessare che mi sentivo parte…
Per me questo rimarrà sempre come la dimostrazione di quanto la mente possa agire sull’energia e sul fisico e di come un po’ di stimolazioni ben costruite di risorse inconsce possano generare risultati inimmaginabili.
Grazie Mario.
Davide Bestetti E' stata una giornata davvero entusiasmante.Ho notato che faccio molta fatica a trovare il.bambino libero e starci dentro. E' uno stato che ho sempre giudicato inopportuno. vuol dire far vedere come sono realmente e mostrarmi vulnerabile,stupido,non maturo.non è così,mi sono sentito davvero libero.la mia energia fluiva senza impedimenti.sono riusito a non giudicarmi ma a considerarmi davvero ok.il bambino libero davide è più lucido e reattivo,più disponibile a dare e ricevere. grazie davide
Donatella Curletto Ieri ho vissuto una delle più belle giornate della mia vita .. sono felice di aver avuto la fortuna, la forza e la gioia di condividerla con Voi.. Vi voglio bene e Vi ringrazio tutti La Vostra Fata ignorante ... Donatella
Fabrizio Riccardi Ciao a tutti, volevo dare una mia condivisione, per quanto riguarda il percorso fin qui intrapreso; domenica il seminario sul tema: Bambino libero, sono tornato a casa veramente con un sacco di emozioni, chiarimenti e soprattutto felice. Aver capito il bisogno di lasciarmi andare, senza avere paura dei giudizi della gente, é vero, che ero con persone che mi conoscono da circa due anni, ma per me che sono nano, il giudizio degli altri ha il suo peso. Ho vissuto emozioni, che non ricordavo, mi ha fatto enorme piacere il sentirmi parte di un gruppo, in cui ho un ruolo, l’autostima é cresciuta, di conseguenza la cosa che mi ha fatto enormemente piacere é stato il sentirmi “..far parte di..” mi sono messo in gioco, ma fino a 8/10 mesi fa pensavo a un quasi fallimento, mi sono sforzato e mi sto ancora sforzando, le paure le ho sempre con me, però le riconosco più di prima e nonostante, sopravvivo. Ho perso probabilmente tempo in questi anni ma così è la vita, ad un certo punto ho capito che stavo perdendo, dei piaceri e li negavo anche agli altri. Ora la battuta, la risata e l’autoironia é rientrata a far parte del mio quotidiano. Le persone che ho incontrato ognuno ha contribuito ad aiutare e sostenere questo percorso di cambiamento. Posso sinceramente affermare, che oggi sono più felice, vivo ancora le mie paure, i miei imbarazzi le mie vergogne, però vado per la mia strada molto meglio di prima. Mi sento gratificato da ogni singola persona, da questo gruppo magnifico.
Baci Fabrizio. Fabrizio Oggi sto bene ,mi è sembrato tutto un sogno BELLISSIMO, ora voglio cavalcare l’onda… adesso è il momento .. voglio dare spazio alla mia curiosità.. questa è la chiave saper cogliere in quell’attimo cosa ho bisogno Danilo Vuolo Ciao Mario!...Parto col dirti che questa domenica è stata semplicemente sensazionale. Anche se l'incontro con tutti voi poteva essere benissimo un qualcosa di già conosciuto, si è rivelato un incontro diverso. C'era intesa comune e libertà di essere lontani da una concezione che imprigiona il bambino che c'è in ognuno di noi e per bambino intendo quella parte di noi che assapora la vita in ogni suo più piccolo frammento, dall'occhiata di intesa e di comprensione al fantastico baccano fatto da tutti noi, insieme come non mai. Spero ci sia sempre più gente al mondo capace di concedersi al dubbio, perchè concedersi il dubbio è concedersi una nuova possibilità. Sono fortunato ad avervi a fianco nel tentare di risvegliare quel bambino che un tempo era in me e che sono sicuro tornerà.
Anthony Piccolo Dall'esperienza del Bambino Libero porto con me tanta gioia e tanto divertimento. Questo stato d'animo posso provarlo anche nella vita di tutti i giorni, posso alleggerire le cose che mi crucciano, dando comunque loro importanza, togliendo parte della sensazione di malessere che mi danno. Questo perchè riesco a capire che non sono le parole e i giudizi altrui che mi fanno male, bensì quanto io desidero che questi mi feriscano quindi ho la possibilità di cambiare il modo in cui li percepisco. Posso gioire ed essere me stesso, posso piacere se sono me stesso. Gli altri comunque giudicano, quindi preferisco essere giudicato per ciò che sono e sentire la leggerezza dentro me piuttosto che fare una fatica assurda per costruire una "maschera" che compiaccia tutti ed essere giudicato comunque. Oh ma che figata l'aperitivo post seminario!!! XD Marco Poli 1) Che cosa mi porto a casa da questo seminario? Che posso divertirmi anche in mezzo agli altri. 2) Cosa cambierò domani? Mi potrò mettere maggiormente in gioco usando di meno la mia maschera e mostrandomi più per quello che sono. 3) Cosa ho capito e provato? Ho capito che posso aprirmi agli altri senza essere ferito ed anzi essendone felice per l'intimità guadagnata. PS: Ricordati di mandarmi la lista di film per il cineforum. Buona giornata, Marco Maria Assunta Boschi Cosa ho capito, cosa ho provato, cosa cambierà da domani Ciao Mario Sigfrido, Domenica è stata una giornata molto bella. Stò scoprendo nuove cose che vanno ad abbozzare la mappa del CPI e di pari passo, scopro me stessa. Intuisco l’intersercarsi delle metafore terapeutiche che hai scelto dove, così io ho compreso, partendo da un’area di intervento secondo l’ assesment di Dilts, trovano applicazione la metafora Berniana, la REBT, la PNL e ciò che ancora non conosco. Le metafore terapeutiche che hai scelto e combinato fra loro corrispondano al mio sentire, mi aiutano, a delineare e a rendere più semplici e concreti i miei pensieri, a riconoscere le mie emozioni e cercare di attuare nuovi comportamenti. Mi permetto una licenza poetica per un attimo : ..dipingono con nuovi colori cieli e galassie stellate, soli, nubi e pioggia , case e strade, boschi e laghi, animali, persone e vita… Incomincio a riconoscere qualche delirio della mia bambina che si sente responsabile del benessere di tutti, l’abiltà con cui hai collassato ancore che liberano la mia femminilità, la confusione che ancora provo( anche se in modo minore ) di fronte a paradossi e/o incongruenze fra verbale e non, la paura del giudizio che è paura di non essere amata per ciò che sono. Guardando la diversità dei “ come” di Giorgia e Valentina ho potuto consapevolizzare come le parole assumono il significato di verita che gli attribuiamo. Comprendo che è impossibile non giudicare perché il naturale processo di apprendimento avviene categorizzando l’esperienza e attribuendo alla stessa un significato. Come mi hai insegnato : la percezione della realtà è un costrutto semiarbitrario. Che sarò sempre giudicata, e la prima persona che lo fa sono io. Ho individuato nei permessi che ci hai invitato a scegliere, utili per gestire il gioco del goffo pasticcione, per arrivare a soddisfare i miei bisogni e desideri, quelli che ti riporto : Mi do il permesso di sentire …. le sensazioni Mi do il permesso di essere intima, nonostante la paura di non essere amata Mi do il permesso di riuscire Ho ri-scoperto la mia paura di non riuscire e di come, piuttosto che non essere brillante e vincente, ho messo in atto i meccanismi di difesa con il goffo pasticcione. Ho riconosciuto il delirio della mia bambina che si sente responsabile del benessere di tutti, ( che poi è : come faranno senza di me, se non sono presente non mi vorranno più bene e sarò sola ) e la conseguente paura della fatica di farmi carico di impegni, insieme alla necessità di discernere quali sono le mie reali responsabilità e quelle che invece voglio assumermi. Ho riconosciuto che la mia modalità di apprendere è quella di cercare di farmi un quadro ampio e strutturato , una cartina che costruisco raccogliendo informazioni , che aggiorno, che amplio e che per questo , mi sono sempre considerata inconcludente e senza metodo . Ho riconosciuto l’ansia da programmazione del tempo. Nella mia mente se programmo mi sembra di essere proiettata nella realizzazione di un obbiettivo e di non godere del tempo presente. E’ vero anche che se per questo motivo non programmo i miei progetti mi confermo che non riuscirò. Ho compreso come mi hai collassato l’ancora che io non posso giocare e non far parte di un gruppo. Quando hai chiesto chi voleva aiutare ed io mi sono offerta volontaria per distribuire le matite colorate, tu hai faticato a darmele. Lì sono sprofondata nella mia realtà interna, mi sono distesa a terra con i disegni da colorare scivolando nell’isolamento, con una bambina ribelle e rattristata pensando : ma ha detto che era la giornata del bambino libero… allucinando un motivo per come ti sei comportato. Quando hai detto che c’era il disegno di una farfalla, anche se mi piaceva ( guarda caso in questo mese il nome della passwor del mio pc è crisalide ) non l’ho scelta. Quando hai detto : siate nel qui e ora , mi hai riportato nella realtà esterna.In quel momento mi sono guardata intorno, mi sono seduta, ho guardato Marzia e tutti gli altri che coloravano e non mi sono sentita più sola ma parte di un armonioso e caloroso gruppo. In quel momento ho compreso e visto il tifo che mi è stato fatto dalla mia squadra , di essere una bambina che piace agli altri. Questa è la sensazione più bella e rassicurante che mi sono portata lunedì in ufficio con le colleghe e coi clienti. M’immagino un futuro in cui riesco a avere chiari i miei bisogni, di costruire una relazione d’amore, progettare e a riuscire nei miei progetti. Buona buona notte. Maria Assunta Patrizia Soracco Ho risperimentato quella condizione di grande concentrazione, di "tempo senza tempo" in cui mi capitava di trovarmi quando ad es. leggevo un libro. La mia attenzione era completamente rivolta all'attività che stavo svolgendo e, completamente assorbita dal momento presente, non avevo la percezione dello scorrere del tempo. Il gioco a squadre mi ha fatto sentire parte di un gruppo, il tifo dei miei compagni mi ha spronato e lusingato, ho "sentito" la gara; insomma avevo voglia di fare del mio meglio e di vincere. Non ultimo mi sono divertita moltissimo e mi sono permessa di giocare e di agire come mi suggeriva il momento, assecondando ciò che avevo voglia di fare. Tutto ciò che ho provato lo custodisco come un tesoro prezioso e, proprio per averne fatto esperienza, so che potrà ripetersi. Quindi ho capito che si può vivere il momento presente con un'intensità ed una concentrazione tali da annullare la percezione del tempo e dello spazio; che la competizione ed il "far parte" possono essere piacevoli (anche per me) e che lottare per vincere non è una cosa deprecabile, anzi il raggiungimento dei propri obiettivi dà gioia. |